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Sassi Barisano e Caveoso
Il Sasso Caveoso è stato il primo a svilupparsi. Rivolto
a mezzogiorno è il più ampio e soleggiato. Il sasso
Barisano, rivolto ad occidente, si sviluppò successivamente,
gli fu dato questo nome, quasi certamente, perchè rivolto
verso Bari. Il tessuto connettivo del sasso è il vicinato,
che è l'insieme di più grotte ravvicinate che hanno
in comune lo spazio antistante le abitazioni. Vicinati e grotte
sono collegati da stradine e scale. All'interno dei vicinati, la
vita era molto intensa, c'erano bambini che giocavano, madri che
chiamavano i figli, donne alle prese con faccende domestiche, uomini
che tornavano dal lavoro. Il sommarsi di voci e rumori, dava vita
alla voce dei Sassi!
Una interessante descrizione di Matera del geografo Carmelo Colamonico
tratta da:
Libro di Geografia per le scuole, tip. Artigianelli, 1946.
Id. Una città semisotteranea: Matera, in "Le Vie d'Italia"
1929
"Meno che nella zona più alta, il centro abitato è
per la massima parte sotterrato nel tufo e nel masso. Nel sasso
sono scavate le umili stalle e le povere casupole, il tugurio del
bracciante e la modesta casetta dell'agricoltore proprietario; nel
sasso appaiono scavate una ventina di chiese e numerosi conventi;
nel sasso si susseguono s'intersecano, convergono e si biforcano
viuzze in forte pendenza. Le case si succedono dall'alto in basso
senza alcuna preordinata disposizione ma in tal numero e in tale
altezza che, osservate di fronte, offrono una mirabile visione fantastica,
che goduta una volta non si dimentica giammai.
"E' un complesso di case differenti, di forme e di grandezza,
delle quali all'osservatore alcune presentano la facciata, altre
il fianco, alcune solo la parte superiore, altre tutte le finestre;
altre ancora, il solo tetto. E' un succedersi, un alternarsi, un
confondersi di porte, di finestre di ogni tipo e di ogni dimensione,
di campanili e di piccole torri con belvedere, di scalinate, è
un continuo variare di luci e di ombre, è un gioco pittoresco
di colori, è un miscuglio di strade, di parapetti, di archi,
di davanzali, di comignoli, di balconi, di mensole, di logge, in
cui invano cercheresti una simmetria un allineamento, un ordine
qualsiasi.
E su questa grande scena si agita la vita, in questo quadro bellissimo
e vario s'inserisce il motivo ancora più bello offerto dall'attività
umana. Per queste viuzze tortuose che si arrampicano per tutti i
sensi, che si vedono con i gradini fangosi o che si intravedono
per i bassi parapetti, discendono nelle ore del vespro i contadini;
le popolane sciorinano, fra comignolo e comignolo, i panni del bucato,
e la gente sale e scende e i ragazzi si uniscono e strillano, e
per la via si compra, si letica, si ride, si schiamazza, si lavora,
si canta. E tu segui con l'occhio ogni cosa, la scena è così
ricca e varia, ed è così diversamente illuminata dalla
luce solare nelle differenti ore del giorno, che il tuo interesse
è sempre vivo e l'occhio non risente stanchezza. Che se lo
spettacolo si ammira nelle prime ore della sera, l'effetto è
ancora più sorprendente: le centinaia e centinaia di finestre
illuminate lungo tutto l'arco che si apre davanti e su un numero
così grande di piani, il continuo apparire di luci, il profilarsi
di corpi umani nei vani illuminati, il lontano brusio che con l'inoltrarsi
della sera viene affievolendosi così come l'una dopo l'altra
le case piombano nell'oscurità, tutto questo quadro suggestivo
e nuovo finisce col destare dentro di noi le più varie e
strane profonde sensazioni".
Dai primi anni del '900 l'aumento della popolazione, non fu seguito
dalla costruzione di nuove case, con un conseguente grave sovraffollamento.
Intere famiglie furono costrette ad occupare luoghi non idonei come
cantine, caciolari, legnaie.
Al sovraffollamento si univano precarie condizioni igienico-sanitarie
dovute alla mancanza di acqua potabile e rete fognaria. Ogni casa
aveva una cisterna che raccoglieva le acque dal tetto e dalla strada
ed era quindi utilizzabile solo per i servizi. L'acqua potabile
veniva attinta invece dai pochi pozzi sorgivi dell'agro e dall'unica
fontana pubblica. Con l'arrivo dell'acqua del Sele, si risolse in
parte il problema e nel periodo successivo si riuscì anche
a portare la rete fognante. Nel 1952, in seguito alla visita del
Presidente del Consiglio Alcide de Gasperi si approvò una
legge per il risanamento dei Sassi, che prevedeva il trasferimento
in una nuova sede, di quelle parti dei Sassi i cui ambienti erano
considerati inabitabili. Nel 1993 I Sassi vengono dichiarati dall'UNESCO,
Patrimonio dell'Umanità. La commissione dichiarò che:
"i Sassi sono un particolare esempio di abitazione perfettamente
conforme alla sua situazione morfologica e hanno una continuità
di vita: i Sassi e il prospiciente Parco della Murgia sono anche
un esempio ragguardevole di architettura e di paesaggio che illustrano
tappe importanti della storia dell'umanità; rappresentano
infine un esempio di rioni tradizionali e di uso del territorio
rimasti per secoli in stretta relazione con l'ambiente naturale".
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